Descrizione
Questo volume si inserisce nel solco degli studi sul Grand Tour restituendone una prospettiva originale, in cui il viaggio non è soltanto esperienza culturale, ma strumento di conoscenza storica e lente privilegiata per osservare il Mediterraneo. Attraverso un’attenta ricostruzione delle pratiche odeporiche tra Sei e Ottocento, il libro indaga il ruolo della Calabria e della Sicilia all’interno dei percorsi dei viaggiatori europei, territori a lungo percepiti come marginali e poi progressivamente riscoperti come luoghi decisivi per comprendere l’identità culturale del continente. Al centro dell’opera si colloca l’analisi del terremoto del 1783, evento catastrofico che trasformò radicalmente il paesaggio fisico e umano del Mezzogiorno, attirando l’attenzione di scienziati, naturalisti e intellettuali. La Relazione di Sir William Hamilton, qui riproposta e valorizzata, diventa così documento storico e testimonianza letteraria, capace di intrecciare osservazione scientifica, sensibilità estetica e narrazione del disastro. Tra cronaca, memoria e interpretazione, il volume restituisce il viaggio come esperienza complessa: movimento nello spazio, ma anche attraversamento del tempo, delle culture e delle rappresentazioni. Un contributo rigoroso e al tempo stesso coinvolgente, che illumina il Sud d’Italia come crocevia di sguardi, paure e meraviglie.
