Descrizione
L’imperatore Adriano è passato alla storia come il princeps che più di ogni altro guardò alla Grecia, alla sua cultura e alle sue città. Templi, biblioteche, santuari, programmi edilizi e istituzioni sembrano testimoniare un profondo amore per il mondo ellenico. Ma fu davvero soltanto una passione personale? In questo volume Alberto Giudice propone una lettura nuova del filellenismo adrianeo, interpretandolo non come semplice ammirazione per la civiltà greca, bensì come una precisa strategia politica e religiosa. Attraverso l’analisi delle fonti letterarie, della documentazione archeologica, numismatica ed epigrafica, l’autore mostra come il recupero del passato ellenico costituisse uno degli strumenti con cui Adriano consolidò l’unità dell’Impero, ridefinendone l’identità culturale e il rapporto fra Roma e le province orientali. Dalla rifondazione monumentale di Atene al Panellenio, dal culto di Antinoo alla politica religiosa, dalle immagini ufficiali dell’imperatore fino al linguaggio della propaganda imperiale, emerge il ritratto di un sovrano capace di trasformare la memoria della Grecia classica in un progetto universale di governo. Un saggio rigoroso e innovativo che offre una nuova prospettiva sul principato di Adriano e sul ruolo della cultura greca nella costruzione dell’Impero romano del II secolo d.C.
