Descrizione
In un tempo di censure e inquisizioni, Cyrano de Bergerac, filosofo, letterato e spadaccino libertino, osa sollevare il velo della finzione per svelare la verità più scomoda: gli dèi non esistono, l’anima non è immortale e la religione è lo strumento del potere. La morte di Agrippina non è soltanto una tragedia feroce ambientata nella Roma imperiale, ma un manifesto del pensiero critico mascherato da teatro. Agrippina, Seiano, Tiberio: figure della storia romana che si fanno maschere tragiche per enunciare, tra le righe, la filosofia radicale di Cyrano, nutrita dell’epicureismo di Lucrezio, dell’ateismo libertino e della denuncia dell’impostura politica. Grazie a un apparato critico rigoroso e a un’introduzione illuminante, questa edizione italiana rende finalmente accessibile un testo censurato per secoli, che continua a parlare con forza al nostro presente.
