La poetica del paesaggio nelle Novelle rusticane di Giovanni Verga


Autori: Dora Marchese,
A cura di:
Traduzioni di:
Illustrazioni di:

Collana: Scaffale del Nuovo Millennio
Genere:
Data di pubblicazione: 2009
Disponibilità: Commercio
Numero di pagine: 300
ISBN: 978-88-7796-509-7

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Abstract 

Ripartito in due parti, il saggio propone una disamina lucida ed aggiornata del rapporto tra paesaggio e letteratura, soffermandosi in particolare sul secondo Ottocento periodo, di norma, trascurato dalla critica perché problematico momento di transizione dalla concezione romantica − in cui il paesaggio rispecchia lo stato d’animo ed il vissuto dei protagonisti −, ai molteplici e inquietanti aspetti del Novecento. Pur nella scarna sobrietà linguistica e stilistica, un gigante della letteratura italiana − Giovanni Verga − conferisce al paesaggio un’importante funzione narrativa ed ideologica, rendendolo protagonista tra i protagonisti, metafora della Weltanschauung sottesa alla sua opera. Attraverso l’analisi puntuale delle dodici Novelle rusticane, oltre alla centralità della funzione rivestita dal paesaggio, si scorge la pregnanza di una silloge che cerniera tra I Malavoglia e il Mastro-don Gesualdo − troppo a lungo è stata trascurata (con la sola eccezione di alcune novelle più celebri), costituendo invece un momento cruciale della produzione del Verga tra i due capolavori del Ciclo dei vinti e la stesura di Per le vie, e permettendone un’aggiornata e approfondita lettura critica dopo anni di colpevole silenzio.

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