Il giovanotto si deve prendere una l'aura


Autori: Graziella Priulla,Giuseppe Di Gregorio,
A cura di:
Traduzioni di:
Illustrazioni di:

Collana: Riflessioni e ricerche sulla conoscenza e sul metodo
Genere:
Data di pubblicazione: 2006
Disponibilità: Commercio
Numero di pagine: 88
ISBN: 978-88-7796-283-6

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Abstract 

Con quale bagaglio culturale i ragazzi italiani escono dalle scuole superiori'


Allarmata per il rapporto sempre più conflittuale degli studenti con la lingua italiana; per le loro crescenti lacune nella storia recente del paese e nella stessa basilare educazione civica; per la loro evidenti difficoltà nel ragionamento logico e nella concentrazione, una professoressa universitaria ha deciso di sottoporre i frequentanti il suo corso a un semplice test: la lettura delle prime pagine dei giornali quotidiani.


I risultati sono stati deprimenti: solo 18 su 122 studenti riescono a comprendere tutti i titoli della prima pagina; nella metà e più dei casi la percentuale degli errori e delle mancate risposte oscilla tra il 25 e il 50%; degli altri, il 20% non decodifica più della metà dei titoli, il 7% non ne decifra quasi nessuno.


Spesso non si conosce il significato di termini anche semplici (che vuol dire preambolo'); ancor più spesso non si possiedono gli strumenti elementari per comprendere come funzionano le istituzioni (il Presidente della Repubblica fa le leggi'), né si identificano i protagonisti della vita politica (chi è Prodi' chi è Blair'); spesso si ignorano semplici nozioni di storia contemporanea (quando cominciò il fascismo') e di geografia (dov’è Israele').


Al di là delle perle - divertenti e tragiche insieme - che costellano il libro, ne risulta un inquietante spaccato di realtà: la scuola pare in molti casi aver rinunciato alla propria funzione, la famiglia pare molto interessata al “pezzo di carta” ma sostanzialmente disinteressata delle competenze dei propri figli, il governo taglia i fondi alla cultura e intanto impone un ottimismo obbligatorio per nascondere i propri fallimenti.


Possibile che la classe dirigente italiana sia la sola nel mondo a non rendersi conto che senza un’élite colta e intelligente un paese è destinato alla rovina'

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