Capire il Tennis


Autori: Antonio Proietti Scorzoni,
A cura di:
Traduzioni di:
Illustrazioni di:

Collana: Vari
Genere: Narrativa
Data di pubblicazione: 2001
Disponibilità: Esaurito
Numero di pagine: 128
ISBN: 978-88-7796-119-8

Pubblicazione non disponibile
Abstract 

In questi ultimi anni la psicologia si è sempre più affermata come una scienza ampiamente utilizzata per la conoscenza del comportamento umano e, altresì, come strumento indispensabile al sostegno del processo educativo nel corso delle varie tappe dell’iter educativo.

I rapidi cambiamenti sociali e le trasformazioni della famiglia hanno contribuito a dare una maggiore rilevanza psicopedagogica alle organizzazioni che si occupano del tempo libero dei ragazzi e coadiuvano l’opera dei genitori.

Oggi, più che mai, il tempo dei nostri figli deve essere impiegato con una progettualizzazione qualificata che tenga conto di tutti gli elementi necessari per un corretto sviluppo psicomotorio e della loro personalità.

L’interpretazione dei bisogni dell’età evolutiva è essenziale allorché si inizia un programma di apprendimento di uno sport in quanto, prima dei 9/10 anni, esso deve essere inteso come un’attività ludica finalizzata all’acquisizione dei prerequisiti di base per poter poi passare all’attività sportiva agonistica vera e propria.

La tradizione tennistica ha sempre considerato la capacità di apprendere i colpi come l’arma vincente per assicurarsi l’esito favorevole della partita ed ha sottovalutato l’approccio psicologico finalizzato ad una adeguata stimolazione e sviluppo dell’intelligenza emotiva, intesa come discernimento e gestione delle emozioni, determinate ai fini dell’autocontrollo e quindi del successo.

Il gioco del tennis è uno sport catartico che mette bene in evidenza la personalità del giocatore; basta osservare il comportamento dell’atleta e, in particolare, il linguaggio utilizzato durante i momenti di maggiore tensione, per valutarne la capacità di controllo; prima di pensare a vincere nei confronti dell’avversario, bisogna vincere con se stessi e sviluppare un’etica competitiva nell’ottica di un gioco divertente che include anche la possibilità di perdere senza drammatizzare e sentirsi sminuiti.

Il libro affronta molto bene gli aspetti teorici e pratici dell’apprendimento del gioco del tennis in età evolutiva. Il suo qualificato contributo è una radicale innovazione nei confronti della metodologia tradizionale, ha saputo interpretare con professionalità il ruolo psicologico dell’insegnante che interpreta un modello educativo che non può esimersi dal possedere una competenza onnicomprensiva, psicologica e tecnica, conforme ai bisogni dell’età evolutiva.

La lettura del libro sarà utile non solo agli insegnanti del settore, ma anche a quanti vogliono avere un approccio diverso nei confronti dei bisogni psicologici di chi si appresta ad interagire con se stesso e con gli altri nella scuola e nello sport.

Un libro che va raccomandato agli educatori e soprattutto ai genitori che, nell’affidare i loro figli agli altri, dovendo superare uno stato d’ansia naturale, desiderano conoscere i contenuti e la qualità di altre esperienze educative, in sintonia con le loro aspirazioni, per potere ottenere un equilibrato ed armonioso sviluppo dei propri figli.

 

 

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