Il servaggio bassomedievale


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Data di pubblicazione: 2015
Disponibilità: Commercio
Numero di pagine: 164
ISBN: 978-88-6318-082-4

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Abstract 

Il versante franco-svizzero e quello italiano delle Alpi occidentali costituiscono un territorio piuttosto omogeneo sia sul piano insediativo sia dal punto di vista culturale ed economico-sociale. I secoli del basso Medioevo si prestano pertanto per uno studio comparato anche sul tema dei rapporti di dipendenza servile nei secoli XII-XV, che la storiografia, guardando prevalentemente al mondo contadino, solitamente definisce “nuovo servaggio”. Sullo status dei contadini dipendenti, molti problemi relativi all’idea di libertà, al tipo di subordinazione (temporanea oppure ereditaria, vale a dire “servile”), agli oneri sostenuti nei confronti delle signorie fondiarie e bannali, alle limitazioni dei “diritti civili” nei secoli centrali del Medioevo, meritano di essere approfonditi. Per esempio, è opportuno chiarire se esista un nesso fra imposizione della taglia arbitraria e dipendenza servile in alcune regioni transalpine, dove è ben documentata la presenza di talliabiles serve conditionis e di homines de manumortua, mentre l’onere del formariage bassomedievale e quello della manomorta successoria sembrano essere marginali sul versante cisalpino delle Alpi occidentali. Anche le carte di franchigia concesse a individui e comunità dei due versanti alpini offrono lo spazio ad alcune differenziazioni tra manumissioni e affrancazioni individuali e collettive da oneri signorili e di natura pubblica. Infine, l’analisi delle corvées orienta a considerarle un’opera prestata sia da contadini liberi sia da servi e da talliabiles/villani/ascripticii, ma non una prova di servaggio.

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