L'ordine del discorso politico


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Collana: Teoria e Metodo
Genere:
Data di pubblicazione: 2015
Disponibilità: Commercio
Numero di pagine: 260
ISBN: 978-88-6318-206-4

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Abstract 

È possibile individuare un ordine del discorso politico nel momento del declino della politica? Nel momento che, fuori dal Novecento che ne è stato il secolo dell’espressione più compiuta, la sua narrazione dei tempi storici e delle società si è trasformata in linguaggio quotidiano? Nel momento che, anziché tracciare linee di orizzonte e di futuro, si conclude nello spazio di un presente fine a se stesso? Sono queste domande, espresse nei termini dell’inquietudine, che hanno retto e tessuto le fila delle pagine che compongono questo libro. Un’inquietudine che rappresenta l’elemento costitutivo rispetto alla nostra relazione con i discorsi, ai dispositivi che contengono e che dispiegano nel loro farsi corpi, principi di organizzazione del mondo, principi di visione e di-visione, principi di sovversioni cognitive possibili, investimenti pratici, mobilitazioni e azioni collettive. Per rispondere a questa inquietudine, occorre pensare un ordine del discorso politico qui e ora, nelle nuove condizioni date dalla crisi della politica (e della modernità). Un ordine del discorso, seguendo le indicazioni di Michel Foucault, caratterizzato da rovesciamento, discontinuità, specificità, esteriorità. Una concezione della politica come relazione e responsabilità rispetto al mondo. A partire da questo modello analitico, utilizzando queste chiavi, si sono analizzati i discorsi che Valter Veltroni ha pronunciato nelle provincie italiane durante la campagna elettorale per le elezioni politiche del 2008. Lo si è fatto perché, al di là della polemica politica e della pressione dell’attualità, nelle intenzioni di Veltroni, nei suoi libri e nei suoi discorsi programmatici, è sembrato potersi cogliere la stessa inquietudine. L’inquietudine – per un’eredità senza testamento, per un linguaggio privo di codici, per l’esplorazione di spazi dove piantare alberi (come avrebbe detto Hannah Arendt, richiamata dallo stesso Veltroni nel suo discorso al Lingotto, a proposito della costruzione di futuro) – sembra essere l’elemento che meglio esprime la base del progetto politico di Veltroni, la preoccupazione che lo informa e che lo orienta. Le analisi presentate in questo libro intendono esplorare i principi costitutivi e invisibili che strutturano questi discorsi.

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