Grecia, Persia, Sicilia


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Collana: Analecta Humanitatis
Genere:
Data di pubblicazione: 2015
Disponibilità: Commercio
Numero di pagine: 100
ISBN: 978-88-6318-173-9

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Abstract 

L’Olimpico di Lisia è una delle tre orazioni che non ci è pervenuta attraverso i codici. Dobbiamo una parte del discorso a Dionigi di Alicarnasso che nell’opera dedicata all’oratore ne riporta un brano iniziale, per giunta non molto ampio. In effetti, si tratta di un frammento dell’orazione che risulta più breve della c. Ippoterse pervenuta per via papiracea. Nella forma a noi giunta il discorso appare soltanto un pamphlet contro Dionisio I di Siracusa, città da cui proveniva la sua famiglia. Secondo la notizia dello stesso Lisia, il padre Cefalo era venuto da Siracusa ad Atene sotto l’invito di Pericle, dove viveva da meteco. La violenza con la quale L’oratore attacca Dionisio I pone il problema del rapporto tra un meteco e la sua città d’origine. Lisia non ebbe tentennamenti. Decise di schierarsi apertamente con la città attica. Nel periodo di soggiorno a Thurii parteggiò per Atene contro Siracusa e per questo fu costretto all’esilio dalla fazione filopeloponnesiaca. Atene non solo era un punto di attrazione per i cittadini delle altre poleis, ma riusciva a creare un rapporto privilegiato che univa profondamente il meteco alla città. Aperta all’accoglienza dell’altro, Atene era tuttavia avara nel concedere la cittadinanza, che costituiva la massima aspirazione di un meteco. Lisia, malgrado i suoi servizi prestati alla parte democratica durante e subito dopo il governo dei Trenta, ottenne il privilegio dell’isoteleia, ma non quello della cittadinanza. L’Olimpico è anche l’unica orazione nella quale l’autore affronta temi di carattere politico senza essere condizionato da contingenti problemi giudiziari. Appare naturale, quindi, chiedersi quale fosse il vero pensiero politico di Lisia e di quale fazione facesse parte. Pur con i limiti rappresentati dalla brevità dell’orazione emerge una posizione politica ignota dal resto della tradizione. Dal confronto con il Menesseno di Platone e con il Panegirico di Isocrate vien fuori un Lisia che sembra seguire la tradizione filodemocratica della famiglia. Non si tratterebbe tuttavia di una democrazia radicale, ma di una forma che lo avvicinerebbe alla posizione politica di Tucidide. Dall’Olimpico emerge, quindi, un Lisia diverso da quello riscontrabile nelle altre orazioni, dove sono prevalenti le circostanze legate all’azione giudiziaria. Sembra venir fuori inoltre la presenza di una fazione politica minoritaria che guardava ancora a quell’unità delle città greche, che in passato era stata capace di tenere lontano la Persia e la tirannide, impersonata in questo caso da Dionisio I. Insomma, pur con la sua retorica non sempre pregevole l’Olimpico rappresenta un documento unico per la comprensione del periodo storico riguardante il primo ventennio del IV secolo a.C.

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