Identità nazionale


Autori:
A cura di: Giuseppe Astuto,
Traduzioni di:
Illustrazioni di:

Collana: Storia e Istituzioni
Genere:
Data di pubblicazione: 2015
Disponibilità: Commercio
Numero di pagine: 156
ISBN: 978-88-6318-168-5

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Abstract 

In che modo il paradosso può essere considerato un utile strumento dell’indagine epistemologica volta alla comprensione storiografica? A questa domanda risponde il filo rosso che lega gli interventi che compongono questo lavoro collettivo. Come non definire paradossale e al tempo stesso raffinatamente stimolante il tema del tradimento “motore della Storia”. Adamo ed Eva per primi nell’Eden tradirono mangiando la mela della conoscenza. Polibio riflettendo su se stesso, un greco filo romano, si chiese : “ Chi infatti deve essere propriamente considerato traditore?” E ancora, Friedrich Nietzsche: “Noi dobbiamo diventare traditori, commettere infedeltà, abbandonare sempre di nuovo inostri ideali. Non possiamo passare da un periodo all’altro della vitasenza causare questi dolori del tradimento e senza anche, a nostra volta, soffrirne”. Alla maniera degli entomologi con gli insetti o dei polemologi con le guerre, il tema del “traditore”, è considerato quale strumento bellico alla pari di un’arma, “temi a-morali ma pertinenti come la volpe e il lione della cratologia del Machiavelli”. Allo stesso modo uno dei concetti fondanti la dottrina, quello di identità nazionale, viene oggi profondamente rivisto, superato, quindi “tradito”. Occorre tradire la tradizione per cercare di comprendere la valenza attuale di termini quali popolo, nazione. L’idea di nazione può ancora essere considerata forza attrattiva aggregante dell’idea di popolo dopo le tragedie del XX°secolo? Oppure deve essere tradita e rifondata su basi epistemologiche, dimensioni territoriali, sociali ed etniche del tutto differenti. Tradimento come motore della Storia, ipotesi suggestiva e affascinante, seguita o preceduta che si voglia, dalla disponibilità perenne alla revisione critica dell’analisi storiografica.

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