La memoria e lo specchio


Autori: Pietro Russo,
A cura di:
Traduzioni di:
Illustrazioni di:

Collana: Intersezioni
Genere: Saggistica
Data di pubblicazione: 16/10/2013
Disponibilità: Commercio
Numero di pagine: 168
ISBN: 978-88-7796-814-2

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Abstract 

Nel 1974, nel corso di una conversazione tenuta a Lugano in occasione del sesto centenario della morte di Petrarca, Sereni si chiedeva: "Petrarca, la poesia del Petrarca, agisce ancora o non agisce più in noi?". L'interrogativo, solo in apparenza retorico, attraversa in effetti tutto il novecento poetico italiano di cui Vittorio Sereni rappresenta una delle voci più nitide e originali. Dagli esordi di "Frontiera" e "Diario d'Algeria", ancora segnati da certe suggestioni legate alla stagione ermetica, fino a "Gli strumenti umani" e "Stella variabile", capolavori della maturità in cui la dizione poetica si apre al registro narrativo e dialogico, la "memoria" della poesia del Petrarca in Sereni assume le forme di una presenza costante. Il colloquio che si instaura così tra i due poeti non si esaurisce al livello della parola isolata (inseguita grazie all'uso sistematico delle concordanze), ma si sostiene su un tessuto di motivi, dinamiche e nodi psicologici che trovano nel nesso esistenza-scrittura un fertile terreno d'incontro. Specchiandosi nel padre della tradizione lirica italiana, Sereni ha così modo di ridefinire i confini e lo statuto della scrittura in versi nella società contemporanea; la sua ricognizione, in ultima istanza, rivitalizza e fa affiorare in superficie il corso di quelle "chiare, fresche et dolci acque" alla cui fonte si è alimentata la grande poesia novecentesca

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