CONTINUITA' DELLE FORME E MUTAMENTO DEI SENSI


Autori: Ignazio E. Buttitta,
A cura di:
Traduzioni di:
Illustrazioni di:

Collana: Popoli Culture Società
Genere: Saggistica
Data di pubblicazione: 20/09/2013
Disponibilità: Commercio
Numero di pagine: 424
ISBN: 978-88-96950-45-6

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Abstract 

Tra le principali questioni che investono la dimensione interpretativa delle feste popolari restano quelle relative all’utilità delle fonti storiche (archeologiche e documentali) ai fini della comprensione del presente rituale, alle presunte continuità cronologiche di pratiche e credenze e alla legittimità dell’uso del metodo comparativo. Tali questioni appaiono oggi particolarmente cogenti e meritano di essere ripresi sulla base di rinnovate indagini dinanzi alla ormai avvenuta dissoluzione di quella che è stata definita la “civiltà contadina” e ai rinnovati interessi verso il patrimonio immateriale tanto da parte di comunità alla ricerca di matrici identitarie e memorie culturali quanto da parte del cosiddetto “mercato culturale”. Possiamo e dobbiamo ritornare a chiederci: le testimonianze materiali e immateriali del passato, anche il più remoto, possono aiutarci a comprendere ciò che osserviamo declinarsi negli attuali contesti festivi e, di converso, le odierne o appena trascorse espressioni del folklore possano contribuire a chiarire il senso di storie e riti assai più antichi? E, se sì, in che misura? Quali sono, sempreché ritenuti effettivamente esistenti, la natura e lo spessore di questi rapporti diacronici? E qualora si ritenga di poter riconoscere, in precisi e circoscritti contesti, una qualche analogia se non addirittura una qualche continuità tra passato e presente rituali, si tratta di mere continuità formali o c’è qualcosa di più? I significati e le funzioni dei riti, le motivazioni e le aspettative dei devoti di ieri e di oggi hanno qualcosa in comune? Sono davvero così radicalmente diverse come si sarebbe portati a credere? E ancora e con maggior dettaglio: è possibile che solo per un curioso accidente, una fortuita coincidenza, le donne di Gela si rechino in pellegrinaggio settembrino insieme ai loro figli per porli sotto la protezione della Madonna nello stesso luogo ove sorgeva un Santuario di Demetra e Core e dove sono state rinvenute statuette fittili raffiguranti donne offerenti con bambini? Che, nel caso del pellegrinaggio e della festa di San Silvestro da Troina si possa possiamo ritenere di trovarsi dinanzi a una dafneforia sfuggita alla macchina del tempo, di un qualche “sopravvissuto” e “indigesto” frammento del più remoto passato? A questi e ad altre correlati interrogativi si cerca di fornire risposta in questo volume ripercorrendo numerosi contesti festivi siciliani e europei e soffermandosi con particolare attenzione sulle loro espressioni simboliche.

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