In forma di lettera


Autori: Antonio Di Silvestro,
A cura di:
Traduzioni di:
Illustrazioni di:

Collana: Intersezioni
Genere: Saggistica
Data di pubblicazione: 30/01/2013
Disponibilità: Commercio
Numero di pagine: 312
ISBN: 978-88-7796-968-2

Acquista Libro - € 28
Abstract 

La scrittura epistolare di Verga, osservata nella duplice realizzazione della lettera e del racconto, viene qui attraversata per la prima volta in una prospettiva filologica e linguistica, ma anche nelle sue dinamiche di ‘innesto’ narrativo. L’epistolario alla madre e ai fratelli, indagato nella sua tradizione manoscritta e a stampa e nella sua facies linguistico-stilistica, presenta una serie di problematiche testuali riscontrabili anche in altre ‘sezioni’ di quello che rimane uno dei più magmatici e proteiformi archivi ideologici e affettivi del nostro Ottocento narrativo. Da qui la necessità di verificare la ‘credibilità’ testuale delle lettere più vulgate (ad esempio quelle d’amore), o di riesumare ‘capitoli’ tuttora inediti del carteggio familiare (le lettere al fratello Mario precedenti e successive alla stagione del Gesualdo). Anche una corrispondenza quasi interamente nota come quella con Capuana, se riletta al cospetto della gestazione concreta delle opere, oltre che della realtà materiale dei manoscritti, consente di mettere in luce aspetti finora inesplorati del ‘laboratorio’ verista. Liberata dalle manipolazioni degli editori e restituita alla sua integrità testuale e grafico-linguistica, la lettera può divenire chiave ermeneutica di una sottile collisione tra vita e scrittura, fino a sostanziare di sé (attraverso precise corrispondenze lessicali e semantiche) la trama profonda di un romanzo come Storia di una capinera. Ecco allora che l’antitesi tra lettera ‘reale’ e d’invenzione si ricompone nelle intermittenze del vissuto, in cui la scrittura (e proprio quella delle lettere) diviene prolungamento del corpo, gesto fatico all’origine (e alla fine) di quello creativo, cui potrebbero fare da esergo le parole di Verga a Dina di Sordevolo: «Ebbi la tua lettera come una carezza».

Dello stesso genere 
torna indietro