Pervigilium Veneris. La veglia di Venere


Autori: Carmela Mandolfo,
A cura di:
Traduzioni di:
Illustrazioni di:

Collana: Multa Paucis
Genere: Saggistica
Data di pubblicazione: 19/11/2012
Disponibilità: Commercio
Numero di pagine: 160
ISBN: 978-88-7796-846-3

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Abstract 

Il Peruigilium Veneris, un componimento adespoto e non datato in 93 settenari trocaici, descrive la veglia di una festa religiosa, che si terrà in Sicilia, a Ibla, in onore di Venere, la dea che promuove l’amore concorde e della quale si tessono gli elogi. Il carme si apre con l’esaltazione della primavera e dell’amore e il poeta, con soave abbandono, canta le gioie della primavera congiunte con le gioie dell’amore: il verso che proclama l’imminenza e l’universalità dell’amore, cras amet qui numquam amauit quique amauit cras amet, apre e sigilla il carme, scandendo anche le dieci strofe che segnano i tempi del rito e del mito; ma nella chiusa il poeta, con malinconica sensibilità, oppone alle immagini di amore totalizzante la propria condizione di persona esclusa, negata alle feste dell’amore e del canto, che non sa farsi rondine e recuperare la gioia del canto. Con sottile malinconia, che lo rende incredibilmente attuale, si chiede quando verrà per lui ‘primavera’, quando potrà anche lui porre fine al suo silenzio. Il carme, in cui si mescolano temi popolari ed erudizione letteraria, elementi linguistici del sermo uulgaris e preziosismi lessicali, è stato attribuito agli autori più diversi, da Catullo (I sec. a. C.) a Lussorio (VI sec. d. C.): forse nessuna opera, alla ricerca del suo autore, ha mai oscillato per sette secoli. Del Peruigilium Veneris si fornisce qui l’edizione critica con introduzione, traduzione e commento: l’analisi linguistica mira a determinare le coordinate cronologiche di questa gemma poetica di rara bellezza.

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