Silenzi, solitudini, segreti


Autori: Luciano Curreri,
A cura di:
Traduzioni di:
Illustrazioni di:

Collana: Occasioni Critiche
Genere: Saggistica
Data di pubblicazione: 10/05/2011
Disponibilità: Commercio
Numero di pagine: 160
ISBN: 978-88-7796-581-3

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Abstract 

Di fronte al livellamento «storico-inconsapevole» dell'uomo-massa, i silenzi urbani di Elettra (1904), le solitudini umane del Forse che sì forse che no (1910), i libri segreti delle «divine fisiologie», nei più tardi anni Venti e Trenta, sono soltanto alcune delle metamorfosi prodigate dall'immaginario dannunziano per sopravvivere e per ricreare sé stesso lungo il Novecento, senza smarrirsi nel nuovo secolo e anzi riprendendo e sviluppando, tra nostrani dintorni (lampante il caso di Fogazzaro) e 'sintonie' epocali, le lezioni della cultura europea otto-novecentesca, specie di quella francofona: Hugo, Rodenbach, Barrès. D'altronde, all'epoca, la Francia, con la compagnia di un Belgio non così disprezzato e allontanato in termini d'apporto culturale, è la patria comune a tutti, la cui lingua seduce il Vate - che investe molto sulla traduzione - per le grandi possibilità che offre a chi la abita come autore. Se a volte d'Annunzio riesce nell'intento di innestare e innovare tradizioni più o meno note, altre volte sembra arrendersi a sé stesso e pare costretto a ripetere gli approdi creativi migliori del suo Ottocento, specie quello estremo e liminare di Le vergini delle rocce (1896) e Il fuoco (1900). Del resto, questi approdi non sono del tutto ancorati alla loro data di pubblicazione, ma sono testualità di un immaginario disteso che le proietta nel futuro - ritrovandole in una temporalità altra, come quella espressa dai romanzi di Joan Lindsay e Ira Levin - o nel passato, in un'anticipazione che non ci racconta il solito plagio dannunziano e che ci regala invece i silenzi, le solitudini, i segreti - e le approssimazioni a Venezia e al Novecento - di un altro, particolare innamorato della vita e della letteratura, il quasi dimenticato Gualdo.

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